Ivo Machado, nato nell’ottobre del 1958 ad Isola Terceira delle Azzorre (Portogallo). Dopo aver studiato alle Azzorre e a Lisbona, nel 1987 ha lasciato le isole per trasferirsi a Porto. Il suo primo libro di poesia Alguns anos de pastor risale al 1981. Nel 2001 ha pubblicato Adagios de Benquerença. Nel 1998, in occasione del centenario della nascita di Federico Garcia Lorca, ha presentato a Granada il suo libro Cinco cantos com Lorca e outros poemas. Ha partecipato a incontri e conferenze negli Stati Uniti d’America. Alcune sue poesie sono tradotte in italiano, spagnolo, inglese, slovacco, bosniaco e ungherese.
Ivo Machado, porta con sé, come ogni isolano, nell’espressione, nel sentimento, nel tempo, la memoria insondabile di venti, onde, maree, il desiderio del viaggio assieme a quello del ritorno, il desiderio di libertà e di conoscenza. Lo sguardo che sempre scruta l’orizzonte, i sensi abituati ad avvertire i cambiamenti del vento, delle maree, i voli degli uccelli.
La sua poesia, a volte densa di una torrenzialità verbale, che nasce da una necessità spasmodica di comunicazione.
Come se navigasse per mari e fiumi, avvistando terre con uomini, animali, pietre e alberi va cercando quanto la poesia sa che la libertà è eterna e che l’eternità è libera. Il destino delle parole è rispondere alle angosce dei poeti.
Nelle ultime opere Machado utilizza un discorso più diretto, come se recitasse o facesse confidenze agli amici più intimi, tanti sono i nomi a cui sono dedicate le poesie. Una poesia di torrenzialità verbale che sfiora il prosastico senza mai perdere di vista quello che è la poesia.
La poesia diventa frammento diari stico colloquiando di nuovo con gli amici in forma diretta o inviando messaggi dai luoghi in cui si reca come se fossero biglietti.
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